Assemini, in breve
Assemini (AFI: [asˈsεmini]; Assèmini in sardo) è un comune italiano di 25 563 abitanti della città metropolitana di Cagliari in Sardegna. È classificato secondo gli standard turistici come "Paese di antica tradizione della ceramica".
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I numerosi ritrovamenti di epoca prenuragica e nuragica testimoniano che il territorio era già abitato dall'uomo in periodo preistorico. Fu un villaggio esistente probabilmente già in epoca cartaginese e sicuramente romana. Nel medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Campidano di Cagliari, detta anche di Civita. Passò poi sotto il controllo della Repubblica di Pisa e in seguito del Regno di Sardegna. Quando gli Aragonesi nel 1355 convocarono il primo parlamento a Cagliari, Assemini ebbe i suoi rappresentanti e alcuni privilegi. Successivamente passò alla Contea di Quirra, feudo della famiglia dei Carroz, trasformata in marchesato nel 1606 sotto i Centelles, facendo parte della Baronia di San Michele.
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Chiesa di San Pietro - La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono del comune, sorge nel centro storico di Assemini. La pianta è a navata unica con cappelle laterali in stile tardo gotico. L'edificio originario risale alla prima metà dell'XI secolo. La struttura della chiesa subì mutamenti importanti quando fu ricostruita nel XVI secolo in stile gotico catalano e nel XVIII secolo quando furono aggiunti la facciata squadrata e merlata e la parte inferiore del campanile, a base quadrata. L'ultima modifica significativa fu apportata nel Settecento quando fu aggiunta la parte superiore del campanile a base esagonale.
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Nella città sono presenti due circoli della scuola primaria (intitolati rispettivamente a Fedele Piras e al cavaliere asseminese Dionigi Scalas), una scuola secondaria di primo grado con due distinte sedi intitolate a Giovanni Pascoli e Costantino Nivola e un Istituto Tecnico superiore intitolato a Michele Giua. L'unica scuola superiore presente è una sede staccata dell'Istituto Tecnico Industriale Michele Giua di Cagliari, a cui è associato anche un liceo scientifico delle scienze applicate. Museo Sonus de su Mundu: museo degli strumenti musicali tradizionali del mondo (Collezione Antonio Ghiani).
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Nella lunga e varia tradizione culinaria sarda Assemini si distingue per l'unicità e l'originalità di alcuni piatti, primo tra tutti la panada apprezzata e consumata, in alcune varianti, in tutta la Sardegna. Nella maggior parte dei casi la produzione e il consumo avvengono tuttora in ambito familiare e privato e le tecniche di preparazione tradizionali, custodite dalla memoria popolare, sono rimaste quasi invariate per secoli. La panada, chiamata in sardo sa panada (plurale panadas), è un piatto unico costituito da un contenitore di forma circolare di pasta non lievitata ripieno chiuso da ricami a treccia (tradizionalmente realizzati senza l'ausilio di utensili) e successivamente cotto al forno.
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La prima vera fabbrica di Assemini fu l'impianto per il trattamento delle rocce di fluorite provenienti dalle miniere di Silius e di Sardara, denominato "Laveria Henry Luis Mermod". Assemini ospita gli stabilimenti di produzione della birra Ichnusa e quelli della Fluorsid, una delle maggiori industrie per la produzione di fluoruro di alluminio a livello globale; nel territorio del comune ha pure sede il Gruppo Ferraguti, azienda attiva nel settore della lavanderia industriale col marchio "Nivea".
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La cittadina sorge nella pianura del rio Cixerri, del Flumini Mannu e del rio Sa Nuxedda appena a nord dello stagno di Santa Gilla. Il territorio comunale è abbastanza vasto in confronto alla dimensione del centro abitato in quanto comprende un'isola amministrativa distaccata. L'isola è principalmente costituita da boschi incontaminati immersi nella suggestiva vallata di Gutturu Mannu (termine sardo per "grande gola") a sua volta facente parte del parco del Sulcis: la zona è oggetto di interesse naturalistico in quanto habitat naturale di specie quali il cervo sardo e l'aquila reale, oltre che archeologico per il ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana che fanno supporre l'esistenza di un oppidum.
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